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Lettera aperta al Presidente a margine del suo editoriale di Gennaio 2016.

Gent.mo Presidente ho letto con piacere il suo ultimo Editoriale ove sono state svolte delle rigorose osservazioni che si riportano nel riquadro che segue:

Ora, mi sembra che dalle superiori righe emerga una richiesta di aiuto a risolvere questo problema che, come giustamente viene ricordato, non è affatto nuovo.
In passato, in verità qualche suggerimento è stato rappresentato alla Presidenza per risolvere in radice il problema che oggi continua ad angustiare chi dirige il movimento. Uno di quei suggerimenti – che per motivi vari non è stato tradotto in atto regolamentare – è sempre attuale e risolutivo.
Esso è strettamente connesso con il particolare punto che viene trattato nell’editoriale. Esattamente quello nel quale si afferma che da Presidente del movimento, ancora una volta, Lei mostra imbarazzo di fronte all’irriguardoso atteggiamento di chi si vanta di avere fatto 36 gol alla squadra avversaria; che chiede persino scusa alle squadre che li subiscono; dicendo a gran voce che non ammette giustificazioni di sorta in favore di tali comportamenti e sostiene, infine, sempre in modo altisonante, che “Non c'è più una classifica marcatori!”.

Al riguardo, purtroppo, i contenuti del nostro sito non sono in lina con tale affermazione poiché la classifica marcatori indiscutibilmente c’è e continua a produrre i suoi effetti, certamente non positivi. Credo, di contro, che il piacere di rientrare tra i primi goleador non solo è ancora molto sentito, ma che vada sempre più di moda. In ogni caso per verificare che tale graduatoria ancora c’è, si vada sulla pagina “Attività sportiva” poi si vada su serie A1 e poi su A2”, e si trova proprio la“Classifica marcatori”.Aggiungo, per correttezza e per non attribuire colpe a qualcuno in particolare, che a mio parere fino a quando la Federazione o il Presidente non daranno direttive diverse al gestore del sito, questi procederà ad inserire le marcature settimanali acquisite in modo ufficiale sul sito della FIWH.

Detto ciò, in tanti non possiamo che plaudire alle argomentazioni sostenute nell’Editoriale del Presidente ed alla sua pubblica manifestazione di volere riconoscere la dignità soggettiva e sportiva che meritano anche le squadre che perdono più partite di quelle che vincono ( o che non ne vincono affatto). Tutte queste persone vorrebbero, tuttavia, che finalmente venissero poste subito in cantiere le opportune soluzioni per trasformare la sua angustia ( frammista ad indignazione) in atti concreti del consiglio direttivo.
Aggiungo che la mia esperienza mi porta a ricordarLe che, se non lo fa presto, fra qualche settimana, il momento particolare, molto intimo, che ha mostrato di vivere in relazione a questo 36 a 0 ( tra l’altro con motivazioni che, a mio parere, sono fondate sulla ragionevolezza e sul buon senso), potrebbe sopirsi e fra qualche tempo saremmo costretti a rileggere qualche altro editoriale che tratta della medesima problematica e non tutti - in tale evenienza - ravviserebbero ( come correttamente viene affermato in questo editoriale), la fine del nostro sport.

Oggi che il Presidente stesso, implicitamente, svolge un ragionamento nel quale accosta “questo male del nostro sport” alla classifica marcatori, è venuto il momento di intervenire senza indugio su tale versante. E visto che lei chiede la indiscriminata collaborazione delle squadre, vengo a suggerire, quale persona che ha avuto modo di conoscere i meccanismi di funzionamento interno
del nostro movimento, (quindi, non a nome dei miei atleti e dirigenti), quanto appresso:
Premessa:
-La classifica marcatori, al contrario di quanto si possa pensare, esiste ed nell’ambito della FIWH ha un rilevo ufficiale. E’ anche verosimile che dai diretti interessati sia la più cliccata del nostro sito, finendo per divenire lo strumento o meglio ancora l’alimento con il quale “quel male” ( come lo definisce il Presidente), continua a nutrirsi. E ciò anche se, a fine anno, al miglior marcatore oggi non viene più consegnato il “premio- trofeo” che, invece, per svariati anni nel passato è stato previsto.
-La Federazione W.H. richiede al settore arbitrale che, nel corso delle partite, vengano annotati il nome di ogni marcatore. Cosa questa che la nostra Federazione prevede e che, invece, la Federazione Gioco Calcio (professionistico) non fa. Ciò, abbiamo avuto modo di notare tutti guardando una qualsiasi partita di calcio.
Considerato:
- che il dato relativo alle marcature, fornito ufficialmente alla Federazione dal settore arbitrale, viene monitorato dalla FIWH che, nel proprio sito istituzionale settimanalmente pubblica la classifica marcatori, esattamente proprio quella graduatoria della quale, ovviamente per mero e non voluto errore, ne viene affermata la non esistenza;
-che il substrato motivazionale del nostro sport (dilettantistico e finalizzato all’integrazione sociale delle persone con disabilità) non è nemmeno lontanamente accostabile a quello del calcio professionistico, la cui Federazione non ritiene fondamentale assumere ufficialmente il dato delle “marcature”. Tali marcature magari saranno pubblicate in infinite pagine di importanti testate giornalistiche, ma le relative graduatorie non assumeranno mai un valore istituzionalmente condiviso.
- che la FIWH evidentemente, non rendendosi conto fino ad oggi degli effetti perversi che hanno potuto provocare le modalità di trattamento di questo dato, ha continuato a raccogliere le marcature settimanali per procedere alla pubblicazione ufficiale della relativa classifica sul proprio sito istituzionale.
Tutto ciò premesso e considerato, suggerisco al Presidente A. Spinelli:
1) In perfetta linea, con il suo convincimento secondo cui non esisterebbe una classifica marcatori, che sarebbe opportuno e necessario procedere nell’immediato a dare disposizioni presidenziali al web master, per eliminare in via di urgenza dal sito FIWH la pagina classifica marcatori.
2) A breve-medio tempo, invece, sarà bene che il C.D. provveda a deliberare che il giudice di gara W.H. non provveda più ad annotare nel proprio taccuino il nome del marcatore ma solo il momento in cui viene fatta la rete, esattamente come nel calcio.
In questo modo il possibile nesso esistente fra la situazione patologica del nostro sport, come delineata dal Presidente, e la classifica marcatori, verrebbe immediatamente meno.
Concludo osservando che mi sono limitato a proporre questo solo intervento in quanto di immediata applicazione. Medio tempore mi riservo, quindi, di aggiungere altre proposte alla Presidenza ed al CD che possano incidere sul piano etico-culturale del nostro movimento.
Sempre con cordialità.
Palermo 30-01-2016 Salvatore Di Giglia

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